Valorizzo le mie “ali d’angelo” perché dicono della mia bellezza e della mia forza

 

Ieri, dopo tanto tempo, sono andata dalla parrucchiera…Ovviamente tutti in maschera. Il rumore del phon e il filtro antivirale non ci permettevano di chiacchierare, proprio nel luogo dove chi va, soprattutto le donne, lo fa anche per scambiare qualche parola …. Ad un certo punto, rassegnate per non riuscire neanche leggere il labiale, io e la mia amica Barbara, che stava pettinando un’altra cliente, ci lanciamo uno sguardo di intesa sull’argomento trattato…. e finalmente ci capiamo.

Ecco che mi soffermo sulla potenza dello sguardo come via di comunicazione naturale e fondamentale, così potente che, quando manca, il nostro corpo deve necessariamente potenziare altri sensi. Ricordo quando andai fare il percorso al buio organizzato dall’Istituto dei ciechi a Milano, durante il quale, non vedendo assolutamente nulla, automaticamente sentivo di più gli odori, i rumori, la forma e la consistenza delle cose che toccavo…Mi accorsi che in generale usiamo ad un livello non ottimale tutti i sensi, anche la vista e, aggiungo, grazie all’esperienza degli ultimi mesi, lo sguardo. 
 
Guardando negli occhi la mia amica parrucchiera, nonostante ci conosciamo da qualche anno, mi accorgo solo in quel momento del colore dei suoi occhi, della forma e della loro bellezza. Ho già avuto occasione di fare questa esperienza, negli ultimi mesi, con alcuni amici e conoscenti, anche se solo con quelli che sanno guardare negli occhi: guardare negli occhi la persona con cui parli vuol dire comunicare in modo più intenso, più vero…non è per tutti. 

Con le mascherine, alle quali non intendo ovviamente fare un elogio, ma per via delle quali mi piace trovare un’opportunità utile a noi, non possiamo più far finta di guardare il nostro interlocutore, spostando l’occhio altrove, generalmente verso la boccalo spazio imposto dal dispositivo ci mette a nudo solo gli occhi, o al limite, la fronte, ma fino ad ora non ho incontrato nessuno guardare la mia fronte mentre mi parlava. 
 
Dico: ‘Barbara, riscopriamo l’importanza del guardarci negli occhi, che bello…’ Lei risponde, un po’ ironica: beh, vedi meglio anche le mie zampe di gallina.’ 
 
Ecco, finita la magia. 
 
Quando me lo fa notare sposto l’attenzione su quelle piccole curve divergenti che si sono manifestate come una decorazione naturale, abbruttite da un’etichetta che stride: le parole “zampe” e “gallina” non vengono usate, in effetti, per indicare qualcosa di delicato, bello, armonico.  Per qualcuno, quelle vere sono buone nel brodo. 
Immaginare delle zampe di gallina attaccate ai lati degli occhi, se ci pensate, suona proprio strano, eppure sono abituata a sentirle chiamare così. Evidentemente l’effetto della mascherina sulla funzione dello sguardo agisce anche in questo modo. Come d’istinto, mi vengono in mente delle ali e condivido quest’immagine: la collega prende la palla al balzo e rilancia: ‘ali d’aquila!‘ e io: mmm, le vedo più come ali d’angelo’. 

Eh già, se proprio un’etichetta dobbiamo mettere a questo segno della vita che dice quanto oro pesa la nostra esperienza e la nostra forza, usiamo un’etichetta che ci si addice di più, che ci valorizzi, invece di una che ci sminuisca, no? Ai lati degli occhi abbiamo delle decorazioni naturali che possiamo chiamare ali, che siano d’aquila o d’angelo possiamo sceglierlo in base alla sensazione che proviamo: leggere, delicate, belle, avvolgenti, forti, libere, in qualche modo ci permettono di ricordare il nostro merito, il nostro valore, il nostro femminile per come è ed è sempre stato, in fondo.  

 
Riflettici un attimo anche tu: se fino ad ora hai pensato di avere delle zampe di gallina attaccate ai lati dei tuoi occhi, riesci adesso a vederci le ali di un angelo? Oppure delle ali di un’aquila? Come ti fa sentire questo? 

Se invece sei ancora molto giovane e non puoi ancora vantarti di questi segni, puoi pensare cheman mano che la vita ti porterà le sue sfide e tu le supereraiarriveranno come tatuaggi decorativi che, invece di farti sminuire e pensare che dovresti nasconderle perché brutte, potrai preferire di tenerle così perchécome disse la grande Anna Magnani, ci hai messo tutta la vita per fartele.  

Io vado molto orgogliosa delle mie ali d’angelo. Anzi, a volte mi sembrano più ali di farfalla, variopinte e magiche, a seconda della virtù che in quel momento sento più mia. 

E con questo messaggio di autoamore, ti auguro buona settimana. 

Luciana 

 

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