Strategie per vivere anche nei momenti più “assurdi”

Il modello di vita al quale ci siamo abituati ci ha portati spesso a credere che la nostra esistenza possa scorrere senza grossi scossoni. Momenti belli e meno belli, tutti tendono a oscillare intorno a una nostra “normalità”, che non necessariamente è una situazione di benessere, ma è comunque percepita come conosciuta, prevedibile, comoda, a volte addirittura noiosa. In questo procedere, a tutti può succedere di trovarsi a vivere, più o meno improvvisamente, situazioni completamente fuori binario, assurde, non collocabili nel nostro percorso quotidiano.

Capita per esempio quando pensavamo che le cose andassero in un certo modo, per inerzia o scelta, e invece vanno in un altro. Quando credevamo in una certa conclusione e invece ci troviamo proiettate in un’altra dimensione. Quando davamo per scontata una certa vita… e invece dove cavolo siamo finiti, che neanche ci siamo accorti che rotolavamo fino a qui, che sembra essere sotto terra?

Se vedi qualche similitudine con qualcosa che hai vissuto o stai vivendo, se ti risuona o percepisci qualche sensazione nota, sai di cosa parliamo, e magari hai già elaborato delle strategie di resilienza, o addirittura di sopravvivenza, oppure le stai giustappunto cercando. Quali modalità hai usato o stai usando per navigare nei tuoi momenti assurdi?

Ovviamente anche a noi è capitato di fare queste esperienze, che ci ritroviamo a condividere chiacchierando e ricamando: ed eccoci qui a condividerle anche con te che leggi, in questo spazio di ricamo delle nostre anime.

Pensiamo che il punto di partenza sia preservare te stessa: è una forma di egoismo sano, come quello che siamo invitati a mettere in atto quando in aereo la hostess avvisa che in caso di necessità di ossigeno, bisogna prima indossare la propria maschera e solo dopo aiutare chi ne ha bisogno. Questo ha un senso: se nel tentativo di dare precedenza agli altri nel frattempo soccombiamo noi, non riusciamo certo nel nostro intento. Fuor di metafora, è quindi importante riuscire a creare spazi, anche minuscoli, di tuo godimento, che ti permettano di caricare le energie, di lenire l’anima con suggestioni che senti funzionali al tuo benessere, e di nutrire il cuore di bellezza e di bontà.

Cerchiamo di ripulire i nostri spazi il più possibile dalle persone che sentiamo tossiche per noi, dalla pesantezza del mondo, dalla rabbia e aggressività altrui: sappiamo benissimo quante cose non belle ci siano, non vuol dire chiudere gli occhi, ma piuttosto che manteniamo bello spazzato e curato il nostro “giardino interiore”, come lo chiama Luciana Landolfi.

Prendiamoci un po’ di tempo per fare quello che ci piace, come una telefonata a un’amica con cui magari farci quattro risate, fare la ginnastica che preferiamo, guardare un bel programma alla tv o mettere uno smalto che ci fa sentire più belle, leggere un buon libro o ricamare, o anche fare un bel bagno caldo con sale e un’essenza alla lavanda.

Soprattutto, cerchiamo la bellezza con gli occhi e col cuore e, una volta trovata, rimaniamoci su, come in un’oasi, per riprendere fiato. La bellezza impalpabile che puoi trovare quando sei aperta a questa possibilità, quella che per esempio puoi sentire nell’accorgerti di quanto è accogliente l’acqua tiepida sulle mani fredde, come possa essere musicale il ticchettio della tastiera del computer mentre lavori o scrivi una mail, o di quanto è dolce la luce del sole che entra nella stanza… che non ci avevi fatto caso e invece è lì, ogni giorno, a farti notare la polvere, mannaggia, ma chissenefrega… e se alzi gli occhi, questo cono di luce

che bei colori che fa. Un fiore che accoglie il tuo sguardo quando ti cade l’occhio mentre cammini per strada intenta a raggiungere il luogo per la quale sei uscita. E di notte, quando ti svegli con gli occhi come quelli di un gufetto, puoi assaporare il contatto avvolgente delle coperte calde, il cuscino morbido, il buio delicato che si posa su di te senza peso, lieve che non lo senti ma sembra quasi proteggerti.

E in questo ci viene in mente il seme, che mentre fuori fa freddo e si forma la brina, piove e c’è il vento, lui, dentro la terra o sotto la neve come in un grembo, si conserva, cresce e si trasforma, per poi germogliare a suo tempo. E allora il mondo non apparirà più come assurdo, in quanto la piantina sarà pronta a viverlo e al momento giusto, a donare i suoi frutti.

Per concludere, condividiamo questo componimento dal titolo “gratitudine” creato pochi giorni fa dalla nostra cara amica e compagna di viaggio Marina Donato. Buona lettura

“Che Bello che:

Posso Respirare

Posso Pensare

Posso Mangiare

Posso Camminare

Posso Cantare per me

Posso danzare per me

Posso meditare

Posso inviare pensieri belli a tutti

Posso curare l’orto e il giardino

Posso leggere

Posso scegliere cosa ascoltare

Posso osservare i miei pensieri

Posso osservare le mie emozioni

Posso ricordare bei momenti

Posso dialogare con me stessa

Posso sorridere per me

Posso abbracciarmi sentendovi tutti vicini

Posso gustarmi ogni attimo

Posso fantasticare come fanno i bimbi

Posso offrire parole di conforto

Posso ascoltarti senza giudizio

Posso celebrare questo giorno

Posso sentire che la mia vita è un miracolo

Posso espandere l’amore per me e per gli altri.

Posso astenermi da idee nocive

Posso coccolare le mie gatte

Posso scrivere

Posso inondare il mondo di pace

Posso continuare a farmi del bene

Posso continuare a crescere interiormente

Posso scegliere di vedere ogni cosa in modo diverso

Posso scegliere di avere una nuova percezione

…. e tanto altro, ora mi godo questo giorno speciale – 11 novembre – ”

 

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2 commenti su “Strategie per vivere anche nei momenti più “assurdi””

  1. mariarita sciortino

    Molto bello e ricco questo articolo
    Suggerimenti di contemplazione, spazi di presenza consapevole che rendono preziosi i momenti della nostra vita. Una scoperta che attiva i sensi e le sensazioni e che rivitalizza il corpo che abitiamo, l’unico che vive esattamente nel presente e che ci fa tornare in questi termini “bambini”
    Grazie per la riflessione

    1. Cara Mariarita,
      grazie a te per il tuo riscontro. Delle volte siamo così travolti dal ciclone che capita di perderci. In questi periodi, ritrovare noi stessi è la priorità, oltre ad essere una grande risorsa che mettiamo in campo per vivere il futuro. Buona domenica!

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