Ritorno al “comarato”: una miriade di reti che creano e potenziano sostegno e benessere

Un’immagine che a qualcuna di noi emerge dalla profondità dei ricordi: frotte di bambini che giocano all’elastico, a nascondino, a palla, in una sera d’estate… e su una panchina o delle sedie messe lì fuori, le nonne, le mamme e le vicine (le comari!) che chiacchierano con il lavoro all’uncinetto o il ricamo in mano, un occhio al lavoro, un occhio ai fanciulli, mentre il cielo si attarda a scurirsi, le rondini garriscono, e i suoni del giorno lasciano via via il posto ai sussurri della sera.

È vero, noi di questa generazione generalmente non abbiamo fatto l’esperienza di trovarci nei cortili o sulla strada davanti alla porta di casa a passare insieme il tempo facendo lavorare le mani e raccontando esperienze, problemi e anche speteguless per dirla alla maniera del nord, o cuttigghi per dirla a quella del sud. Siamo più abituati a prendere un caffè o un aperitivo, l’happy hour, conciliando distanze, orari, tempi e modi con la nostra “vita moderna”.

Poi è successo che in questo periodo sono veramente poche le occasioni per incontrarci…: ma questa situazione surreale che viviamo ormai da un anno, e chissà per quanto ancora, sta paradossalmente creando nuove possibilità di incontro. E come il ruscelletto d’acqua, quando bloccato nel suo scorrere, si disperde in tanti rivolini per continuare comunque il suo cammino, così il nostro desiderio, anzi, la nostra necessità di incontrarci ci porta a scoprire nuovi strumenti di unione tra le poche alternative praticabili, come la amata, e odiata, tecnologia. E, pur sostenendo che di persona “è un’altra cosa”, non possiamo negare che la modalità virtuale ci permette di incontrarci con persone anche distanti chilometri, senza spostarci da casa, abbattendo di fatto barriere logistiche che prima erano scontate.

E così ci riuniamo online, o forse parliamo di più al telefono, attivando idee nuove, energie che stavano nascoste, che ci portano verso la scoperta o la realizzazione di nuove opportunità.

Un fenomeno che sta ampliandosi a macchia d’olio è quello che vede spuntare e allargarsi reti di persone, spesso comprendendo perlopiù donne, che condividono argomenti di ogni tipo: dai lavori manuali e creativi, ai problemi personali e consigli su come risolverli, dai pensieri formulati usando una comunicazione non violenta, a competenze e collaborazioni professionali.

Tra i gruppi che a noi piacciono di più vi è la Rete al Femminile: una associazione di professioniste nata nel 2013 per stimolare collaborazione e forza di unione. Questa rete è attiva in diverse città d’Italia, in modo da favorire una cooperazione più concreta ed efficace tra le donne della stessa zona, pur mantenendo un centro coordinatore a livello nazionale.

No, non è un gruppo di femministe, come qualcuno potrebbe immaginare pensando a un importante movimento definitosi nei decenni scorsi per conquistare spazi e diritti per le donne. Mentre tali movimenti sono stati preziosi nel periodo in cui si sono formati, nella Rete al Femminile, come in tanti altri gruppi di nuova generazione, le persone che ne fanno parte non hanno l’intento di lottare, ma piuttosto coltivano la consapevolezza della preziosità delle proprie energie, che funzionano meglio se si focalizzano su ciò che vale la pena creare anziché su qualcosa da combattere. Fondamentalmente ci si focalizza su ciò a cui dire SI, lasciando andare ciò a cui diremmo NO.

Nella Rete al Femminile circola una potente energia di gruppo che si manifesta in svariati modi e con diverse idee e azioni, andando oltre le barriere del monitor: si formano gruppetti che si incontrano per leggere, altri per conoscere le proposte di esperte in architettura, artigianato creativo, teatro, relazioni di aiuto, comunicazione, marketing, e così via. Alcuni gruppi si incontrano per sferruzzare leggendo poesie, il tutto all’insegna di una naturale peculiarità che li caratterizza: l’accoglienza empatica che ci permette di creare nuove opportunità professionali e non, e di sviluppare nuovi modi di vedere e vivere la vita’

Bada bene però, la Rete al Femminile è solo un esempio di tanti gruppi e tanti cerchi di umanità che si stanno formando. Se senti il bisogno di condividere energia vitale con altre persone e ti senti frenata o bloccata dalle restrizioni sociali del momento, cerca su internet e sicuramente troverai qualcosa che fa per te. Noi restiamo a tua disposizione per darti una mano in questa ricerca, se può esserti utile.

Buona rete!

 

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