Riscoprire Afrodite può significare riscoprire te stessa

 

Riconosco la dea Afrodite (o Venere nella mitologia romana) in mia figlia Agata, di 7 anni, attraverso i suoi sorrisi e risate, le coccole e gli abbracci, i disegni e le poesie che sembrano delle dichiarazioni d’amore, con una spontaneità e una solarità disarmanti. Ride per qualsiasi cosa, per cose che a me potrebbero passare inosservate o al massimo di poca importanza. Generalmente tutti i bambini mostrano uno spirito leggero, eppure ho notato che per quanto liberi ed espansivi, non tutti si mostrano così disponibili alla vita e con questa accoglienza totale. Lei fa quello che le passa per la testa, veste fru-fru e così vestita gioca come uno “scaricatore di porto” (parole testuali della sua maestra, che condivido). Lei decide come acconciare i capelli e lo fa da sola, nessuno può interferire…Lei fa “monellerie” in piena consapevolezza e le ripete nonostante i “no”, semplicemente perché “io voglio così”, dice: lo fa alla luce del giorno ma, se serve, anche di nascosto, senza manifestare timore o freni inibitori. Giocando si fa male e piange, ma mentre piange ride per la parte comica che sa vedere in ciò che le è accaduto. Divertente, ma non necessariamente facile avere a che fare con un tipo così, soprattutto se da bambina sei stata abbottonata e perfettina, ubbidiente e giudiziosa, come ero io. Riconosco Afrodite in poche altre donne, quelle con cui mi faccio delle risate a bocca spalancata, ad esempio con Livia, Simona e Stefania, scambiandoci battute che sembrano senza senso e che ci fanno ridere…questo è il senso, in effetti; e con Lara, eccola nell’immagine, esplosiva attrice di teatro che mi colora con le sue osservazioni spumeggianti e senza filtri.

Afrodite è la dea alchemica, la dea trasformatrice, creatrice, colei che fonde cose preesistenti per crearne di nuove.

La creatività si manifesta per fare il nuovo, senza un obiettivo a priori, che sia un oggetto, un progetto o anche solo una condivisione di idee utili ad affrontare particolari situazioni, purché avvenga in un contesto di apertura per ciò che può arrivare, con la fiducia che sarà comunque buono.

Nella relazione tra le persone, che sia amorosa, amicale o di aiuto, Afrodite si manifesta facilitando uno scambio energetico e creativo di buonumore, vitalità, benessere, lasciando fluire pensieri stimolanti, emozioni e cura di sentimenti.

Nella mitologia, Afrodite ebbe molti uomini, manifestando la sua apertura a esperienze amorose (come le dee vulnerabili tra cui Persefone), al contempo senza essere vincolata ad alcun uomo (come le dee vergini tra cui Artemide), libera da legami di dipendenza e da sensi di colpa. La sua può sembrare una brutta personalità a noi che siamo impostati con una morale di un certo tipo. Eppure, senza pensare di dover fare come lei con le relazioni amorose, possiamo comunque soffermarci a riflettere su alcune conseguenze di una nostra personalità costruita secondo parametri che forse non si addicono alla nostra spontaneità e naturale bellezza, costantemente dedite al dover fare e al dover essere “in un certo modo”, ritenendo, magari in maniera non conscia, di non avere diritto a determinati ozi o, perché no, piccoli sani vizi… Forse a te sembrerà strano, ma molte donne tra noi non riescono a prendere per sé un momento libero, non si sentono a loro agio se oziano per 15 minuti, in quanto “c’è tanto da fare…”, non ritengono di avere diritto incondizionato di passare anche solo un’ora di recupero di energie, lasciando tutti a casa, come se questi non potessero vivere senza…

Afrodite si presenta nei grandi e nei piccoli godimenti, di qualsiasi tipo, purché stimolino i sensi: a volte in un viaggio meraviglioso, altre in un caffè con persone con cui stiamo bene. Che sia nei lavori manuali di una volta, come il ricamo, nelle attività artistiche più diffuse oggi, come il riciclo creativo, o in quelle culinarie di sempre, che sia nella maternità e nella cura dell’altro, non è così scontato avvertire la presenza di questa dea, e in particolare, succede che non sempre ne abbiamo consapevolezza, pensando che se alcune attività considerate tipicamente femminili possono essere accettate, altre che non rientrano in questi parametri sono al limite una concessione, per la quale, magari, sentirci in debito.

Io ad esempio, non vedevo Afrodite in me, per via del fatto che le mie esperienze di vita mi hanno portata a manifestare di più altri archetipi. Ma oggi la riscopro, inopinatamente, proprio con la maturità, che mi porta a cercare creatività e godimento anche e proprio nei territori prima occupati dal dovere e dalla seriosità.

Veniamo a te che leggi: se questo messaggio ha stimolato delle domande in te, del tipo ‘e la mia parte di Afrodite dov’è?’, oppure dei desideri, come quello di trovare, finalmente, quello spazio necessario per scoprirla…allora che aspetti…non farti inibire e affidati alla scoperta del buono per te.

Buon godimento di te stessa

Luciana

 

 

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