Quando fai rispettare il tuo confine, stai rispettando te stessa

 

In generale, ciascuno di noi ha i propri confini: immaginiamo di vivere in una sorta di bolla, all’interno della quale ci sono i nostri spazi, alcuni più ampi, alcuni più piccoli, comunque tutti delimitati con nostre regole e consuetudini, ad assicurare un certo equilibrio nelle nostre relazioni con gli altri. Parliamo di confini relazionali, i limiti del nostro spazio vitale che, se vengono oltrepassati, fanno suonare i nostri “allarmi”, e allora percepiamo disagio, malessere. Si tratta di un principio analogo a quello descritto dalla prossemica, la scienza che studia gli spazi tra sé e gli altri in termini comunicativi e relazionali. Se una persona che si relaziona a noi ci sta troppo “appiccicata” per i nostri gusti, è vero o no che ci sentiamo a disagio, un po’ come troppo stretti?

Questo dei confini relazionali è un argomento di crescente interesse, forse ancora di più nell’ultimo anno, che ha portato grandi cambiamenti nelle nostre abitudini. Pensiamo in particolare alla diffusione dello smart working, per di più combinato, in molte famiglie, con la didattica a distanza per i figli. In questo modo, nelle case di tanti di noi si sono trasferiti l’ufficio e talvolta pure la scuola: più ambienti in un solo spazio. Quindi, se prima ad una certa ora, in ufficio, spegnevamo il PC e salutavamo i colleghi per tornare a casa, con una netta separazione tra lavoro e famiglia, adesso, a casa, molti si trovano ad essere operativi potenzialmente sempre, amministrando telefonate di lavoro a qualunque orario, magari sul cellulare privato, avvertendo una certa pulsione a leggere le email anche dopo cena o addirittura a letto prima di addormentarsi. Vale anche il viceversa: nelle ore di lavoro ci arrivano le richieste dei figli, (“mamma, hai visto la mia felpa?”), il pranzo da pensare e cucinare, e altre incombenze casalinghe personali: un gran ‘miscelozzo’ di casa, famiglia, amici, lavoro, a qualunque ora e in qualunque giorno, senza soluzione di continuità. E così, senza neanche accorgercene, ci ritroviamo a fare ancora di più, troppo, senza rispetto dei nei nostri tempi e delle nostre disponibilità.

Possiamo prendercela con chi se ne approfitta, aggiungendo rabbia al disagio, ma possiamo fare di meglio, spostando l’attenzione sul nostro contributo in queste situazioni, ossia sulla nostra capacità di fare valere dei confini chiari e definiti.

Se hai quella sensazione di invasione della tua sfera vitale, dei tuoi spazi personali, dei tuoi tempi di respiro, coglila come un prezioso segnale che ti invita a osservare e sentire se hai bisogno di migliorare qualcosa. Nel momento in cui entri in contatto con questo aspetto, hai già fatto il primo fondamentale passo, quello della consapevolezza.

Adesso puoi fare il secondo altrettanto importante passo: lascia stare l’illusione che gli altri capiscano spontaneamente la questione, visto che a loro conviene il perdurare di questa situazione. Non sono cattivi: è un meccanismo tipicamente umano, secondo il quale non ha senso cambiare una cosa che ci porta dei vantaggi.

Più utile è partire da te stessa, mettendoti nell’ottica di creare intorno a te il tuo spazio vitale, prima di tutto nel cuore, desiderandolo, e quindi nella mente, immaginandolo. Sia chiaro: comunque si fa ciò che serve, ma definendo intorno a te il tuo territorio invalicabile, il limite che non è funzionale permettere di oltrepassare.

Puoi iniziare visualizzando un giardino intorno a te, delimitato da una staccionata posta a distanza confortevole, oppure anche una sfera che ti circonda, fatta di materiale prezioso e della quale decidi tu la grandezza.

Nessuno può entrare senza il tuo permesso. Se ci pensi bene, questo luogo prezioso, tuo e piacevole, chiarisce più a te che agli altri, i tuoi confini, quelli che tu per prima hai l’onere di rispettare per amor tuo: e così ti accorgerai che non ti verrà più la frenesia di leggere le email di lavoro oltre una certa ora o il sabato sera, se non ci sono oggettive emergenze, o di stirare il bucato la domenica pomeriggio, se ti viene invece voglia di stravaccarti sul divano. Cosa potrebbe succedere se non facessi tutte queste cose subito? Non risponderai più acriticamente “eccomi!” a ogni richiamo che interrompe quello che stai facendo, ma dirai qualcosa tipo: “al momento sono occupata, arrivo appena possibile.”.

E poi? Poi osserva e vivi quello che succede, restando fiduciosa di aver fatto la cosa giusta per te e, di conseguenza, per tutti. Nel vivere questo cambiamento, potrebbe esserci un iniziale stupore degli altri, forse un po’ di disorientamento, ma presto tutti avvertiranno l’instaurarsi di una modalità relazionale più equilibrata e si adegueranno ridimensionando le richieste, rallenteranno il ritmo e modereranno i modi.

E tu, avrai sperimentato il tuo potere personale nel decidere del tuo benessere molto più di quanto probabilmente credevi.

Un caloroso abbraccio!

 

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4 commenti su “Quando fai rispettare il tuo confine, stai rispettando te stessa”

  1. La prima immagine che vedo sono io con intorno un giardino profumato di gelsomini, di buganvillee , di piccoli fiori profumati e colorati , di alberi di agrumi profumati tutti intorno a me che coprono una staccionata di ferro e sono nel “ mio mondo “ . Un’altra immagine “che vedo” sono io al centro del mio cerchio di luce solare . Questa immagine la provo , la vedo quando vicino a me ci sono persone che non stimo affatto , persone senza umanità , persone gelose , cattive dentro , persone che si incontrano nel mondo lavorativo , ma anche fuori dove si possono anche incontrare belle persone , ed io le ho incontrate ed infinitamente ringrazio , che possono persone che rimangono solo belle conoscenze o che possono diventare amiche . Forse sono uscita “ fuori tema “ , ma è proprio così “che vedo”la mia immagine nel mio cerchio di sole dove non a tutti è possibile entrare e chiedere il di più. Purtroppo non sempre sono riuscita a delimitare i miei confini agli altri e ne ho sofferto tanto . Ma devo e voglio imparare sempre più a delimitare i miei confini anche con me stessa perché con me stessa sono dura , molto intransigente , pretendo tanto

    1. Grazie, Rosa, per la tua testimonianza. E’ una palestra, per qualcuno più facile, per altri più difficile. Ma ogni fallimento è l’inizio del miglioramento, ne è parte integrante, e il nostro spazio sacro diventa sempre più bello.

  2. Ciao!
    Lavorando in casa da anni mi è molto molto familiare ciò che è scritto nell’articolo. Ho fatto lotte e controlotte per potermi garantire uno spazio in cui l’invasione esterna terminava di essere una minaccia per la mia concentrazione. Non è stato facile, perché per i tanti, il lavorare da casa vuol dire non fare nulla, alzarsi quando si vuole, mettersi alla scrivania una volta ogni tanto. Forse nell’ultimo anno finalmente si potrà capire che da casa “si lavora di più”, non ci si disconnette mai, si fanno molte più cose contemporaneamente. Io per evitare di farmi fregare da me stessa per un po’ puntavo la sveglia. Per non farmi disturbare mi chiudevo a chiave in studio e la soluzione più efficace è stata mettere in modalità silenzioso il
    telefonino. Ma ho discusso, urlato, litigato, ignorato per arrivare ad un punto di comprensione e rispetto da parte degli altri, soprattutto di chi vive con me in casa. Ma non so se ci sono riuscita completamente.
    Una consapevolezza che mi ha aiutata a non perdere le staffe completamente è stata quella di guardarmi con gli occhi dell’altro e capire che “l’altro” non poteva comprendere pienamente. Questo mi ha restituito pazienza, che mi ha fatto diventare più creativa nell’affrontare le singole situazioni. Un’altra regola che mi sono imposta è iniziare sempre alla stessa ora e smettere sempre alla stessa ora, al di fuori di quell’orario il lavoro è come se non esistesse, comunicando la scelta anche agli altri. Non è facile ma aiuta molto. Bisogna essere molto autodisciplinati.

    1. Grazie Stefania.
      Soprattutto per le donne, lavorare in casa può essere un’arma a doppio taglio. Pensando di poter fare più cose (e poi, sta mania di voler fare più cose…)apprezzano tendenzialmente il poter lavorare in casa, così, tra una telefonata di lavoro e una riunione online, fanno la lavatrice. Ma questo richiede una competenza aggiuntiva, quella di organizzare confini non fisici ma molto preziosi, dove lavoro casa famiglia si trovano nello stesso luogo. Condividere questi messaggi è molto utile.

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