Quale dea ti guida? Andiamo alla scoperta degli archetipi femminili

Qualche settimana fa abbiamo descritto il passaggio, avvenuto alcune migliaia di anni fa, dalle società che riconoscevano la Dea Madre come creatrice del tutto, a quelle che si sono affermate, con il giungere del patriarcato, come nuova forma socio-culturale basata sui principi di dominazione, lotta e contrasto. Queste società imposero nuovi modi di vivere, una nuova cultura e, inevitabilmente, nuovi culti religiosi, che sostituirono la Dea Madre con diverse divinità maschili e femminili, di cui Zeus era padre.  

Questa volta parleremo proprio di queste ultime e di come esse possano, in qualche modo, ancora riguardarci. Secondo le ricerche della psicologia moderna, in particolare con il contributo di esperti come C.G. Jung e di successivi studiosi, esiste un campo di coscienza chiamato “inconscio collettivo”, che non ha confini di spazio e di tempo, e che ci tiene tutti legati mediante fili invisibili di condivisione inconscia di informazioni, influenzando le nostre personalità e i nostri comportamenti. Tendiamo quindi ad agire non solo in base all’esperienza e all’educazione ricevute e alle influenze dell’ambiente che ci circonda, ma anche secondo l’influsso di modelli, chiamati archetipi, che attingono proprio nell’inconscio collettivo. Esistono svariati archetipi nei quali ci possiamo riconoscere. Tra questi, gli dei, tramandati dalla mitologia, sono molto interessanti nell’aiutarci ad inquadrare quella parte di noi che ci fa essere come siamo, spesso senza sapere perché. 

Nel suo libro dal titolo “Le dee dentro la donna”, Jean S. Bolen descrive in maniera stimolante le figure archetipiche di 7 dee greco-romane, nelle quali ciascuna donna può riconoscere la propria predisposizione generale, o il proprio modo di essere nella vita, o piuttosto in un periodo specifico della propria vita, lungo o breve che sia. La bellezza di questo libro sta in particolare nel permettere di conoscere le diverse peculiarità di una dea e poterle contattare come parte di sé, nel proprio valore e nella propria bellezza femminileSentirsi rappresentata da una dea, o anche da più dee insieme, oltre che affascinante e un po’ fiabesco, può essere stimolante e d’aiuto per migliorare lo stare con se stesse in “qualità”, in un contesto di vita in cui spesso si dà molta priorità alla “quantità”. 

E così, possiamo scoprire quella parte di noi che riconosciamo in Persefone (Proserpina per i romani), la dea figlia che poi diventa moglie di Ade e regina degli inferi; Demetra (Cerere)la dea madre che trattiene a sé la figlia Persefone e che, furiosa per il suo rapimento negli inferi, interrompe la fertilità della terra finché non riesce a farla salvare dal suo rapitore Ade; Era (Giunone) moglie fedele al marito Zeus, pur nella sua furente gelosia per lui che puntualmente la tradisce; poi Artemide (Diana), la dea della luna, della natura e della sorellanza, autonoma e che non ha bisogno di nessuno; Atena (Minerva) è la dea che nasce dalla testa di Zeus: razionale e pragmatica, esperta nelle strategie e nel problem solvingEstia (Vesta) è la dea del focolare e del tempio, rappresenta la donna saggia, la zia che sa tutto, amante della solitudine, capace di percepire il significato della spiritualità. Infine Afrodite (Venere): la dea alchemica, molto creativa, lei apprezza l’amore e il bello e si sa godere la vita.  

Ascoltando il tuo intuito, ti ritrovi in una o più di queste dee, citandone anche solo le caratteristiche più spiccate? Scrivi nel quaderno del ricamo in quale o in quali ti riconosci di più oggi o in passato. Più avanti scopriremo qualcosa di più, su di loro, con curiosità e un po’ di divertimento. 

 

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2 commenti su “Quale dea ti guida? Andiamo alla scoperta degli archetipi femminili”

  1. Trovo questi argomenti davvero molto utili al mio sviluppo individuale, mi danno spunti di riflessione e creatività per una crescita più consapevole
    Grazie davvero!
    Mariarita

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