La fantasia e la tenacia in quella bambina che da donna ha una marcia in più

Patrizia si racconta

Cresciuta in una famiglia umile e di sani principi, la mia infanzia è stata felice. Abitavamo in città ma, quando avevo circa 10 anni, i miei genitori decisero di costruire, in campagna, una casa per passare là il nostro tempo libero e le vacanze. Per me era il paradiso perché potevo dare libero sfogo alla fantasia, al gioco e alla creatività.

Di questa casa ricordo ancora l’enorme scheletro, mentre era in costruzione. Ricordo in particolare quell’estate passata in campagna in mezzo ai mattoni, perché l’impresa edile era andata in ferie lasciando tutto in sospeso fino a settembre.

Quei mattoni per me furono come grossi lego, un grande stimolo: e così, decisi di costruirmi una mini casa. Mi infilai i guanti enormi da carpentiere di mio papà e, mattone dopo mattone, costruii una casetta tutta per me. C’erano un ingresso con caminetto e sala da pranzo, una cucina, una camera da letto con cabina armadio…in effetti era abbastanza grande, circa 20 metri quadri con tanto di tetto e finestre. I miei genitori parteciparono all’impresa: mia madre, sorpresa dell’opera edilizia della propria bambina, mi cucì le tende per le finestre, e mio padre costruì addirittura un lavandino con acqua corrente e una porta d’ingresso, con una serratura vera! Ricordo di aver trascorso tutta l’estate nella mia casetta giocando con piattini, tazze e stoviglie datemi dalla mia mamma, fingendo di ospitare persone e organizzando feste immaginarie. Era diventato il gioco più gettonato dai miei cuginetti che spesso venivano a trovarmi.

Quella casetta mi ha reso felice: sentivo di aver creato qualcosa di speciale, unico, per me e per i cugini. Avevo dato vita a una idea.  La gratificazione personale fu immensa e adesso, quando ci ripenso, le vene vibrano e il cuore batte forte.

Poi, crescendo, ho deciso di andare all’università trasferendomi in un’altra città. I miei genitori non erano d’accordo perché, in effetti, avrei potuto proseguire gli studi lì dove vivevo. Pur avendo tutta la famiglia contro, ho deciso di andare avanti per la mia strada.  E così, come avevo fatto con la casetta, passo dopo passo, mattone dopo mattone, mi sono laureata e ho iniziato a lavorare nel settore che da sempre amo: il marketing e la comunicazione.

A dire il vero, il motivo per il quale vi racconto la mia storia e la sua parte più interessante è proprio nei momenti “no” che ho vissuto, nelle frustrazioni, nei fallimenti, ossia in ciò che, crescendo, ha interferito con la mia gioia e la mia spensieratezza di bambina, e che mi ha dato la giusta spinta per crescere e diventare la donna di oggi.

Le difficoltà più importanti per me sono state quelle che definirei “sociali”. Prima a scuola e poi sul lavoro, ho incontrato persone che, condizionate dai loro pregiudizi, hanno cercato di ostacolare i miei sogni e minato la sicurezza nelle mie capacità. Ma con determinazione e coraggio ho trasformato i sogni in obiettivi e le paure in azioni.

Per quanto possa sembrare strano, riconosco in quegli ostacoli non un problema, ma piuttosto degli stimoli che arrivavano giusti per me: ho perfezionato la mia propensione a cercare in me stessa, e non all’esterno, il desiderio e la forza per andare avanti sulla strada che considero mia. Quello che ho imparato a caro prezzo con la mia esperienza è che gli ostacoli veri risiedono dentro di noi. Sono felice di averlo appreso, perché altrimenti l’unica mia opera sarebbe rimasta quella meravigliosa casa, invece è stato solo l’inizio giocoso della mia vita creativa.

Il percorso è ancora in costruzione… nel frattempo ho aperto una mia attività e finalmente, oggi, ho la possibilità di esprimere me stessa in modo chiaro, limpido, senza dover sottostare a imposizioni o dover decidere se rifiutare o no “compromessi” non rispettosi della mia dignità e della mia professionalità. Con questo lavoro mi prendo la soddisfazione di creare ciò che più mi piace, come ad esempio aiutare altre donne che professionalmente stanno attraversando un periodo difficile, come è capitato a me, incoraggiandole e dando quel supporto utile a far capire che il loro progetto si può concretizzare, in quanto i sogni si possono realizzare: basta conoscere i mezzi più adatti con cui poterli perseguire.

Da questo forte impulso è nata, da qualche mese, l’idea della consulenza gratuita in comunicazione e marketing, così da offrire a tutte, ma veramente a tutte, quegli strumenti utili a ricontattare la consapevolezza di poter coronare il proprio progetto. Inoltre, a chi lo desidera, offro un percorso di strategia online con un prezzo libero (sì, il prezzo lo decidi tu!).

Quindi, se vuoi affacciarti al mondo social e non sai da dove iniziare, cogli questa opportunità: seguimi su Facebook @vitti.seedifferent, dove potrai conoscermi meglio ricevere dettagli sulla mia iniziativa solidale.

Buona continuazione di giornata

Patrizia

 

 

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