Il ricamo come metafora per prenderti cura di te

Fino ad una o due generazioni fa, nella loro quotidianità le donne si riunivano per svolgere pratiche manuali come il ricamo, per la realizzazione del bello. Si riunivano per passare il tempo, per stare, raccontare, ricamando, cucendo e tramandando questo alle bambine. In quelle abitudini radicate e forse un po’ scontate vi era la metafora della lavorazione della vita e del destino.

Durante gli anni della nostra vita generalmente ci siamo allontanate da questa quotidianità, mentre ci scoprivamo nella nostra individualità come ragazze, studentesse, fidanzate, professioniste, compagne, madri, casalinghe, donne multitasking.

Forse anche per te, come per noi, questo ricordo può trasformarsi in pratica per la cura del bello, che non riguarda solo la parte estetica e visibile a tutti, che pure è importante, ma piuttosto alla nostra parte più intima e profonda, che è la nostra anima

Se hai letto “il quaderno di Maya” di Isabel Allende ricorderai la frase “La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono”.

In questo gioco di metafore ci piace richiamare l’attenzione sul rituale: lento, paziente, ritmato, svolto con presenza, richiamando l’atto creativo della scoperta della nostra parte profonda, la nostra anima.  Ciascuna di noi può fare questo trovando uno spazio, piccolo o grande, in compagnia o anche da sola, purché sia rifugio sacro come quello descritto da Clarissa Pinkola Estés nel suo libro “donne che corrono con i lupi”.

La metafora del ricamo della nostra anima è intesa infatti come una pratica costante che svolgiamo in uno spazietto ricavato in mezzo a ciò che ci accade intorno e tra le cose da fare. Può essere anche una piccola azione della giornata che per noi è quel luogo protetto e tutto nostro dove possiamo stare con presenza a noi stesse. 

Forse stai già lavorando ad un tuo “ricamo”, forse ne inizierai uno tra un po’: in ogni caso, pensa al ricamo che praticherai alla tua anima nella giornata che stai per vivere. Se hai voglia, completa il pensiero che segue individuando un momento che ritaglierai per la cura di te stessa: 

“Questo è un momento come gli altri, o diverso in qualcosa di particolare. In questa giornata, faccio una cosa la cui parola chiave è ‘amarmi’. Amo me stessa prima di tutto e me lo dimostro con questo gesto. Dura un giorno o forse un’ora purché per me sia importante. Scelgo con cura il mio ricamo per aggiungere bellezza alla mia anima. Faccio ciò mediante …….” 

 

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17 commenti su “Il ricamo come metafora per prenderti cura di te”

  1. Paola Linzitto

    Un pomeriggio dedicato al volontariato presso Lilt, mi amo perché amo gli altri. Oggi è questo il dono a me stessa, domani ci sarà qualche altro regalo da farmi, secondo le mie ispirazioni. Grazie, con questi commenti rifletto a quello che ogni giorno faccio per la mia anima.

  2. Alessandra

    Oggi ho cercato delle magliette semplici per il mio papà, sembra facile ma ci sono tutte quelle scritte quelle immagini poco adatte ad un uomo così anziano in una casa di riposo. In più lui ha sempre tenuto all’abbigliamento e anche adesso non è indifferente all’argomento. Perciò quando finalmente ho trovato quello che faceva al caso mio (e suo) ero molto contenta perché avevo fatto una cosa molto utile per lui e avevo avuto l’occasione ancora una volta di occuparmi di una persona da me molto amata

  3. Una passeggiata nella natura o semplicemente l’osservazione della natura, da sempre mi rilassa, mi aiuta a liberare la mente, scioglie le tensioni e mi ricarica di energia

  4. Ciao!! Ricordo che anni fa dedicai un periodo a ricamare durante le mie ore libere. Realizzai lavori a punto croce e questo “ric-amare” lento, minuzioso, concentrato mi faceva entrare in una dimensione di relax tutta mia, dove i pensieri erano liberi di vagare. La cosa particolare è che seppur concentratissima a contare i punti e a non tirare troppo il filo in realtà avevo moltissima attenzione al mio interiore. Era una SPA dell’anima, ricordo che ric-amavo pomeriggi interi fino a tirar le due di notte. Era il mio angolo di vita! Adesso il ricamo ha passato il testimone al disegno e ai lavori manuali con carta e altri materiali. Così mi sento davvero in contatto con me stessa e la vita. Adesso che son mamma da poco e il bebè assorbe tutte le mie giornate cerco comunque di trovare qualche minuto per colorare anche un solo quadratino su di un foglio. Perché quello è il Mio momento, il Mio pezzo di esistenza, il Mio balsamo.

  5. Dopo anni ho ripreso la lettura. In questo momento la mia vita è assorbita dalla cura per i figli, dal lavoro, dalla gestione della casa, non ho mai tempo per me. Ma la sera anche se distrutta e il cuscino mi invoglia a chiudere gli occhi, io resisto e anche se sono solo due pagine, queste mi fanno sentire viva! Diventa il mio momento!

    1. Ciao cara Letizia. E’ vero, la sera può essere un momento molto propizio per lasciare andare gli impegni della giornata e buttarsi sul letto, magari leggere anche solo qualche riga prima della buona notte. Anche noi lo facciamo e, avendo ciascuna le proprie preferenze, ci piace scambiarci piccoli messaggi e riflessioni sui libri che leggiamo di volta in volta. In genere preferiamo i saggi, ma a volte stacchiamo con dei romanzi che sono speciali nel farci viaggiare nello spazio e nel tempo. Una magia, la lettura, vero?

  6. Ieri mentre facevo una doccia poco prima di chiudere l’acqua, perché in fretta e furia dovevo correre da mio figlio, sistemare quella cosa lì, preparare la cena, mettere in ordine quella cosa là, ho deciso che potevo concedermi, a pieno diritto, un altro minuto di doccia. Un altro minuto di acqua che scorre sul mio corpo e rilassa i muscoli. Un altro minuto mio e meritato. Un minuto di respiro e conforto. Un altro minuto in cui mi son sentita ricamata da mille goccioline luccicanti. È stato un minuto di vacanza delizioso!

    1. un intenso minuto di tante goccioline d’acqua. Quanto vale un minuto…tantissimo…con i bimbi piccoli si può riscoprire quanto un minuto sia lunghissimo e consistentissimo. 🙂

      1. Ahah la doccia…..la faccio sempre la sera quando torno da lavoro (ore 21:00), la faccio alla velocità della luce, e quando devo lavare i capelli è una tragedia, cerco di perdere meno tempo possibile per poter passare poi un po di tempo con i miei figli e mio marito prima di andare a dormire, e in questo lasso d tempo devo inserire anche la cena ma mi sono promessa di fare un passo alla volta, per ora mi sto concedendo la lettura, per il minuto di doccia in più ci lavorerò! Un minuto fa la differenza.

        1. Una piccola cosa alla volta è già un enorme traguardo nelle nostre giornate se non perdiamo mai di vista noi stesse.

  7. Il gesto mattutino che scelgo di fare con presenza è lavare il mio viso con amore verso me stessa e guardare il rossore delle mie guance , che tanto racconta di me , con dolcezza …

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