Il gioco “1,2,3, stella!” e il mito di Medusa come metafore per avvicinarti alla realizzazione del tuo desiderio

Ricordi quel gioco che facevamo da piccole e chiamavamo “1,2,3, stella!”? Ancora oggi, ogni tanto, lo si ritrova tra piccoli gruppi di bambini, ma qualche decennio fa era tra i più giocati. 

Eravamo tutti in fila, sulla linea di partenza. Chi stava sotto era girato di spalle e diceva: uuunoduuueeeetreeee, stella! Pronunciava l’ultima parola come uno sparo, improvvisamente, girandosi di scatto per “beccarci” in movimento, ciascuno nel suo disarticolato avanzamento verso il traguardo, perché, se ci riusciva, dovevamo tornare ad inizio percorso e rifare tutto daccapo. Per questo ci inchiodavamo in pose plastiche improbabili, come stare su una gamba sola e con il braccio in aria come un’antenna, in equilibrio precario, finché lo “stanatore” tornava in posizione per un altro giro. 

Riflettendo sui motivi socio-educativi per i quali nascevano giochi come questo, anche “1,2,3, stella!” può essere una metafora di dinamiche adulte alle quali i bambini venivano avvicinati man mano che crescevano. Tra l’altro, abbiamo scoperto che probabilmente, in origine, era “1,2,3 stai là!”, più coerente con l’effetto pietrificante dell’esclamazione, invece del più poetico “stella!”. Tuttavia, sia “stai là” sia “stella” potrebbero proprio avere un legame con l’argomento sul desiderio. 

Forse è successo anche a te, in un qualche momento della tua vita, di sentire un forte desiderio di cambiamento, quasi una pulsione a evolvere in una data direzione, diversa e forse addirittura opposta a quella già pianificata, convenzionale, accettata dalla tua famiglia. Magari ti sei messa in moto per procedere verso quella direzione, come quando nel gioco ti avviavi verso chi stava sotto, finché qualcuno ti ha “vista” e ti ha fatto notare che “sei cambiata”, “non sei più quella di prima”, “sei ammattita…”: una specie di “stai là!” trasmesso con tono che hai sentito critico, giudicante, egoisticamente dispiaciuto. A quel punto cos’hai fatto? Può essere, come capita a molte, che ti sei bloccata, ti sei sentita indotta ad interrompere quel movimento o, addirittura, a tornare indietro, per paura di sbagliare, di non piacere più, di non essere all’altezza, di non essere più amata….  

Andare avanti a volte può essere molto difficile e può essere opportuno individuare delle modalità che rendano la strada percorribile. Fermarti un attimo – come nel gioco- prendere il tempo che ti serve, ascoltare e accogliere con distacco emotivo i “se”, i “ma”, i “però” che senti intorno a te, parlare con trasparenza con le persone dalle quali ti senti frenata, può essere una possibile strategia per trovare la via per procedere. Potresti anche giungere a comprendere che questi freni sono, in fondo, il riflesso delle tue più radicate convinzioni di non essere degna di farcela, e che quindi sta a te trovare il modo di superarle mediante un processo evolutivo verso la direzione giusta per te.  

Talvolta, fermarti a spiegare il tuo punto di vista e le tue esigenze a chi senti contrastarti, può non bastare: potresti realizzare di aver bisogno di un approccio più “deciso”, come quello mostratoci dalla mitologia nella storia di un altro incrocio di sguardi che pietrificava, il mito di Medusa, mostro orrendo che trasformava in statue tutti coloro che incontravano la sua vista. E infatti, la pianura davanti a lei era costellata di immobili simulacri. A sconfiggerla fu Perseo, che, seguendo i consigli della dea Atena, diede le spalle a Medusa, tenendola d’occhio dal suo scudo lucidissimo usato come uno specchietto retrovisore ante-litteram, riuscendo così ad avvicinarsi a sufficienza e ucciderla.  

Il mito ci suggerisce come alcune volte potrebbe essere opportuno procedere “voltando le spalle” alla fonte di questo influsso paralizzante. Come Perseo, può essere utile munirsi di uno “specchio”, per mantenere il distacco necessario dalla persona o dalla situazione dalla quale ti senti bloccata (pietrificata) e  conservare sempre la percezione di te e del tuo percorso. 

Ognuno di noi sa, in fondo, cosa è meglio per sé, e tendersi in ascolto del proprio cuore può aiutare a prendere le decisioni più adeguate. 

 

Ti proponiamo, anche questa settimana, un piccolo esercizio. 

Pensa con attenzione al tuo desiderio, quello più importante adesso: vedi una persona, o forse più persone, o una situazione che ti fa sentire bloccata nel perseguirlo?   

Se sì, immagina di giocare a 1,2,3 stella, nel ruolo di chi non deve farsi trovare in movimento, oppure immaginati nel ruolo di Perseo nel mito di Medusa: quale modalità senti più adatta a te per affrontare questa situazione? Ascoltati con la massima sincerità, senti cosa ti comunicano i tuoi visceri. 

Prendi il tuo quaderno del ricamo o realizzalo seguendo la guida che trovi qui: scrivi una lettera immaginando di rivolgerti a quella persona, o quella situazione, oppure a te stessa, esponendo con approccio deciso e calmo, le ragioni del tuo desiderio e cosa farai per perseguirlo, data la sua importanza.   

Nel fare questo esercizio è importante usare il tuo intuito: mettiti in ascolto volgendo l’attenzione al tuo cuore più che alla tua mente. Osserva bene cosa succede e, finito l’esercizio, lascia decantare per qualche giorno. 

 

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