Desiderare significa dirigere energia creativa verso la cosa giusta per te

Nel messaggio della scorsa settimana abbiamo trattato di quella sorta di turbolenza che ribolle dentro di noi stimolata dal nostro intuito e che si può manifestare come insoddisfazione. L’insoddisfazione nasce da un bisogno.

La vita è tutta mossa dal bisogno: in un bambino piccolo si manifesta come necessità di nutrimento e di protezione, fondamentali per vivere e crescere. Lui è un professionista della manifestazione del bisogno: dice “voglio questo” e cerca con determinazione di ottenerlo, convogliando tutta la sua energia senza “se”, “ma” e “no”. Non pensa ai problemi, ai limiti che può incontrare: va dritto all’obiettivo.

Da più grandicelli, siamo anche incoraggiati a esprimere un desiderio quando, per esempio, spegniamo le candeline sulla torta di compleanno, gettiamo la monetina in una fontana o vediamo una stella cadente ma, con il passare del tempo, lo spazio dedicato all’espressione del desiderio viene circoscritto solo a quei momenti lì: un compiacente recinto di infanzia, mentre la vita di adulti scorre tutto intorno.

E infatti, crescendo, spesso disimpariamo a riconoscere i nostri veri desideri, per individuare obiettivi motivati da dinamiche spesso esterne, puntando, nel nostro progetto di vita, verso ciò che “dobbiamo volere”. Frequentemente si tratta di desideri indotti da fenomeni come il consumismo, le apparenze, i condizionamenti culturali (mi devo sposare, devo fare carriera, mi devo sistemare) o la fedeltà al proprio sistema familiare (es. farò la professione voluta da papà).

Succede poi che, quando il vero desiderio affiora dal nostro bisogno, possiamo sentire attrito e tendiamo, anche inconsciamente, a focalizzare l’attenzione e le energie sui problemi e gli ostacoli, mettendo talvolta in atto veri e propri autosabotaggi, che alla fine precludono l’esaudirsi del desiderio stesso.

La parola desiderio deriva dal latino “de-sidera”, interpretato come lontano (de) dalle stelle (sidera), ossia guardare oltre le stelle e non più a ciò che è già scritto in esse per noi. Quindi, il desiderio, in questa accezione, significa accorgersi che c’è qualcosa di più di quel che conosciamo e ci aspettiamo e che sono possibili territori nuovi, diversi, ancora sconosciuti.

Se fare questo ti risulta difficile, tranquilla, siamo in tante: per imparare a individuare il proprio desiderio ti proponiamo un breve esercizio che ci hanno ispirato due grandi scrittori ed esperti spirituali: Igor Sibaldi* e Gabriele Policardo**.

Per rilassarti e concentrarti meglio, puoi fare l’esercizio ascoltando il brano intitolato ‘Bella notte’ del compositore Ludovico Einaudi: https://www.youtube.com/watch?v=Jx8ZAv5xToQ

Ti suggeriamo di procurarti, se non lo hai già, un quadernino che ti sarà utile per questa e per altre attività future che ti proporremo.

Pensa e scrivi, ascoltando con attenzione il tuo intuito, cosa desideri adesso. Magari te ne arrivano diversi, di desideri: scegli quello più importante in questo momento (gli altri li gestirai più avanti)!

Per scrivere il tuo desiderio, segui alcune utili indicazioni:

  1. Per capire se è veramente il tuo desiderio di adesso, chiediti ‘mi piace davvero?’ ‘Mi fa sorridere?’ ‘Mi fa battere più forte il cuore?’ Se la risposta è ‘si’, il desiderio è quello giusto per te, altrimenti continua a cercare. Se senti una sorta di freno in questa fase, come la paura, lasciati un po’ andare, lascia volare la tua immaginazione.
  2. Scrivi il tuo desiderio iniziando con una frase affermativa e determinata: ‘Io voglio…’ (non usare “non voglio”, né “vorrei”, che pone un freno al desiderio).
  3. Descrivi il desiderio in una frase abbastanza breve, di 14 parole al massimo.
  4. Esprimi un desiderio che riguardi solo te, non esprimerne per altri.

*Igor Sibaldi (https://www.igorsibaldi.com/) **Gabriele Policardo, dal libro Desiderologia –La scienza della vita, ed. Spazio Interiore

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4 commenti su “Desiderare significa dirigere energia creativa verso la cosa giusta per te”

  1. Rosella Maria Magni

    Da sempre inseguo sogni e desideri, il motore della mia, della nostra energia, smantello (false convinzioni e cattive abitudini) e costruisco (assecondando nuove percezioni e coltivando nuovi e nutrienti incontri)… vivo costantemente nell’anelito di felicità e pace, e oggi, proprio oggi, vivo nella gratitudine per averne realizzati molti, e continuo a fare del mio meglio per ‘conservare’ e far durare i frutti di questi desideri… anche se sono, siamo, tutto è in continua trasformazione!

    Grazie per gli articoli 🧚‍♂️

    1. Cara Rosella, ti siamo grate della tua testimonianza. E’ molto calzante l’immagine che proponi per cui i sogni e i desideri sono il motore della nostra energia, in un continuo smantellare e ricostruire per raggiungerli. Nella gratitudine che citi con amore, c’è poi un mondo di aspetti della nostra vita che spesso diamo per scontati e invece sono l’energia della nostra felicità. Grazie infinite. E un abbraccio

  2. Quando ero più piccola esprimevo un desiderio ogni volta che vedevo la prima stella che appariva al tramonto. Ricordo che parecchi desideri si avverarono. Continuai a fare questa cosetta poetica anche più avanti nel tempo, mi dava un senso di conforto, era come se delgassi la realizzazione del desiderio a quella stella e una volta dato in consegna non ci pensavo più. Poi ho capito che era proprio quel non fissarmi sul desiderio che lo faceva realizzare. Ogni tanto ancora adesso alzo il naso al cielo nell’ora del tramonto…

    1. Ieri è successa una cosa molto interessante ed utile a me ed a Francesco. Lui, che per chi non lo sa ha 9 anni, è un bambino estremamente tenace, oppositivo e ostinato, quando si mette in testa che vuole qualcosa, fino al punto che non riesce proprio a godersi il momento e quello che già ha, perché punta l’attenzione su ciò che chiede a noi genitori, pur sapendo che questa modalità, più che avvicinarlo all’ottenimento di quella cosa, lo allontana, per via del fatto che non lo accontentiamo proprio perché si fa prendere da questa brama. Ma non c’è stato verso di fargli capire, fino ad ieri.
      Proprio ieri è successa una cosa che gli ha permesso di fare uno scatto di crescita. Qualche settimana fa abbiamo fatto mettere a posto una bicicletta ereditata dai vicini. Purtroppo nessuno si era accorto che le marce non andavano bene, se non quando ha iniziato ad usarla. Gli ho detto che, poiché portarla dal biciclettaio è impegnativo e costoso, l’avrebbe tenuta così, tanto la si poteva usare bene comunque, fino alla prossima occasione, la quale poteva arrivare anche tra un anno. Stranamente ha accettato il dispiacere e la delusione ed anzi, si è ingegnato per comprendere come usare la bicicletta con il suo difetto. Inaspettatamente abbiamo dovuto ricontattare, qualche giorno fa, il biciclettaio per altre bici e ho colto l’occasione per far sistemare anche la sua…Francesco ne era non solo contento, ma anche sorpreso per avere così velocemente la sua bici in condizioni perfette. Oggi è arrivato a casa un pacco di un gioco che desiderava già da qualche mese con le sue solite modalità “controproducenti”: finalmente! Gli ho fatto notare la differenza nel godimento ed anche nella velocità del suo raggiungimento, tra la bici perfetta ed il gioco … e lui ha sorriso soddisfatto per aver finalmente compreso la differenza tra il fissarsi con ostinazione e frenesia sull’oggetto del desiderio, approccio che lo porta anche a scontri con i genitori se non addirittura a rischiare di perdere ciò che vuole, ed il desiderare con fiducia e propensione a lasciare che sia.

      Ho imparato qualcosa di prezioso anche io 😉

      Ciao e grazie per i tuoi contributi!

      Luciana

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