Dalla memoria dell’acqua alla magia della creazione che puoi anche tu

L’acqua comprende circa tre quarti della superficie del pianeta terra e del nostro stesso organismo. Nei neonati essa raggiunge il 90%. Centinaia di milioni di anni fa, le prime forme di vita si sono generate ed evolute in acqua e, lo sappiamo, non potremmo sopravvivere senza acqua per più di pochi giorni. Sarà per questo che il prezioso liquido è sempre stato oggetto di profonda e devota attenzione: basti pensare al suo ruolo nelle diverse religioni, come il fiume Gange sacro agli indù, il battesimo per la religione cristiana, le abluzioni per i musulmani. L’acqua è ovunque riconosciuta per essere origine di vita e fonte di purificazione.

In tutta l’enorme quantità di scritti e studi su questo elemento, troviamo particolarmente affascinanti quelli sulla “memoria dell’acqua”, che qualche anno fa fecero un certo scalpore nel mondo accademico, quando il medico immunologo Jacques Benveniste riportò su un articolo scientifico che alcuni globuli bianchi del sangue possono produrre una risposta immunologica una volta attivati da soluzioni di anticorpi diluite così tanto da non contenerne più. In pratica era come se le molecole d’acqua fossero in grado di mantenere una memoria degli anticorpi con i quali erano venute a contatto in precedenza, conservando un effetto biologico anche quando gli anticorpi non erano più presenti. Nonostante le aspre critiche, gli studi di Benveniste costituirono uno spunto per altre ricerche, la più affascinante delle quali è probabilmente quella di Masaru Emoto, saggista e ricercatore giapponese.

Masaru Emoto ha messo a punto una tecnica per fotografare la struttura dell’acqua e ne ha osservato le modificazioni in seguito all’influenza dell’ambiente circostante, come l’inquinamento, le frequenze emesse dai suoni, le parole, o addirittura i pensieri.

L’esperimento si svolgeva congelando delle gocce d’acqua dopo essere state esposte a diversi fattori ambientali e osservandola al microscopio. A seconda degli stimoli ricevuti, musiche melodiose o suoni sgradevoli, parole di amore o di disprezzo, pensieri di gratitudine o di odio, le gocce, una volta congelate, mostravano cristalli di forme e colori diversi, con figure armoniche o frammentate, eleganti disegni o blob deformi. Facendo numerose prove, Masaru Emoto intuì che le svariate forme che assumevano i cristalli dipendevano dalle informazioni energetiche che l’acqua riceveva dall’ambiente circostante.

Se di primo acchito, quanto mostrato da Emoto può sembrare incredibile, pensiamo a ciò che avviene quando emettiamo suoni o rumori, che sappiamo svilupparsi come onde invisibili ma che possiamo udire, un po’ come succede con le onde radio. Immaginiamo le vibrazioni che sentiamo nel corpo quando ascoltiamo suoni o rumori molto forti, come durante un concerto o quando si trapana un muro. Pensiamo agli strumenti usati in medicina che funzionano ad ultrasuoni, emettendo vere e proprie vibrazioni delle quali è riconosciuta l‘efficacia diagnostica o terapeutica. Se riusciamo a immaginare questo potente mondo invisibile a partire da esperienze concrete come negli esempi citati, può essere più facile pensare che a suoni diversi corrispondano vibrazioni differenti, che possono poi tradursi in un effetto nell’ambiente e negli organismi che ne sono esposti.

Consideriamo adesso l’enorme quantità d’acqua nel nostro corpo. Le intuizioni e le scoperte di studiosi come Benveniste ed Emoto, ci suggeriscono che l’acqua di cui siamo in gran parte composti, modificando la sua struttura, ci permette di registrare tutte le svariate informazioni che provengono dagli stimoli dell’ambiente in cui ci troviamo, determinando così la nostra stessa struttura. Quindi, le parole, i pensieri, i sentimenti e le emozioni che proviamo ed esprimiamo, potrebbero essere in grado di modificare in definitiva addirittura la forma e la struttura della materia di cui siamo costituiti. Questa è una cosa che gli antichi conoscevano bene e che si riassume nel famoso detto Mens sana in corpore sano“.

Nell’ambito delle neuroscienze è stata ampiamente provata la potenza delle informazioni sull’energia e sul benessere degli organismi che le emettono e le ricevono. La scelta delle nostre parole e dei nostri pensieri diventa così in qualche modo una forza creatrice. Per questo, dire la frase “no alla violenza” ha effetti molto diversi rispetto a “sì al rispetto e all’accettazione”. E inoltre, un linguaggio ricco di parole come “stupido”, “che schifo questo compito”, “non capisci niente” e così via, ha degli effetti diversi rispetto a “ti voglio bene”, “sei bello”, “ti sei molto impegnato, possiamo migliorare questa parte insieme”.

Infine, vogliamo osare immaginando in grande: allenando il nostro linguaggio e i nostri pensieri a favorire frequenze che contribuiscono al mantenimento di una forma armoniosa dell’acqua, la quale è presente dappertutto e mostra di essere un potente trasmettitore di energia, man mano saremo socialmente sempre più forti nel generare un ampio campo di informazioni amorevoli, che andrà a influenzare in modo benefico anche altre persone e l’ambiente stesso in cui viviamo.

Per quanto ambizioso e per alcuni incredibile, a noi piace immaginare questo tipo di potere, quasi una vera magia, come fanno i bambini, maestri di creatività e ispiratori dei più famosi artisti e creatori di pace.

 

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2 commenti su “Dalla memoria dell’acqua alla magia della creazione che puoi anche tu”

  1. Bellissimo e realistico racconto !
    Ho già letto qualcosa su questo argomento che condivido appieno .
    Il nostro linguaggio può generare onde meravigliose che fanno bene all’individuo stesso che le pronuncia e all’individuo che ascolta ; per questo motivo le persone che dicono di essere sincere esprimendo “ la loro verità “ usando parole forti , non piacevoli , non morbide non mi piacciono .
    Le parole hanno un peso , un notevole peso e possono far male . Si può essere sinceri usando un linguaggio verbale attento , morbido , dolce , facendo si che la persona in ascolto , pur ascoltando una verità tosta , riceva accoglienza , morbidezza .
    Ho sempre detto , fatto, pensato che bisogna dosare le parole perché possono ferire e fare male : c’è modo e modo di dire le cose e io sono per un modo morbido .

    1. Cara Rosa,
      La comunicazione é un’arte e non é da tutti farla bene. Dire la verità può far male, purché questo smuova un processo funzionale alla relazione tra chi la dice e chi la riceve. Altro é far male gratuitamente, per noncuranza o addirittura con intenzione. Come dici tu, non é sufficiente dire la verità, bisogna saperla dire, altrimenti può sfiorare la crudeltà. In alcuni casi, possono esserci litigi forti con parole forti ma che finiscono con un volersi bene più di prima, così come comunicazioni apparentemente serene che però agiscono come spade. Con le parole si può creare pace ma si può scatenare anche una guerra. Le parole, come le intenzioni profonde che le alimentano, possono davvero plasmare il mondo.
      Grazie mille per il tuo messaggio.

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