Continuando a seguire il flusso verso il futuro, ti porgiamo i nostri più cari saluti e arrivederci alla prossima volta

Ed eccoci qui per un caloroso saluto. Insieme a te e a tutte le Ricamatrici dell’Anima che seguono questo blog, ci siamo incontrate per un importante motivo: incanalare le nostre energie, ciascuna secondo la propria indole e le proprie risorse, per scambiare pensieri e riflessioni che abbiamo sentito utili proprio ora, proprio in questo periodo molto particolare, molto speciale, anche se più spesso si fa sentire nelle sue incertezze, difficoltà e problematiche. Siamo in movimento, in quanto siamo vive, verso il futuro che ci aspetta…leggi per scoprire il nostro speciale messaggio.

Ritorno al “comarato”: una miriade di reti che creano e potenziano sostegno e benessere

Lo sappiamo…ti starai chiedendo “cos’è sto comarato…?”. Eppure, se ci pensi bene, ci arrivi. Un aiutino: cosa ti evoca la parola “comari”? Al di là di credenze e ricordi vari, parliamo di qualcosa di molto prezioso e insito nel femminile: la forte predisposizione a stare insieme, condividere pensieri, problemi, emozioni, che ha sempre portato le donne ad allearsi spontaneamente. Un’abitudine comune una volta nei cortili, dove le massaie si trovavano dopo le faccende di casa e famiglia, a chiacchierare e lavorare con uncinetto, ferri o ricamo. Sembrava che questa pratica stesse per sparire…e invece…sorpresa!

Il mandala: così antico così attuale, così rilassante così profondo

Quando pensiamo ai mandala ci appaiono nella mente dei bellissimi cerchi concentrici riempiti di mille immagini e colori. Bello! magari diciamo. Possiamo sentircene attratti e incantati o sentire l’impulso di realizzarli, esprimendo la nostra creatività. Al di là della grazia del disegno in sé, il mondo dei mandala è molto vasto e va oltre la sola osservazione di forme circolari ripiene di ghirigori. Di origini antiche, i mandala ci appartengono anche nell’odierno, per via di ciò che richiamano alla nostra mente e soprattutto alla nostra parte più profonda. Curiosando un po’, possiamo scoprire un grande tesoro rilassante e al contempo arricchente per noi.

La vita ti cambia o ti cambi la vita?

Spesso quello che ci colpisce di un libro è la copertina: ci attrae, ci incuriosisce e, delle volte, ci conquista. È quello che ci è successo con il libro di Marzia Sandri “Mi cambio la vita. La realtà è una storia che possiamo riscrivere”. Quelle correzioni rappresentate nel titolo, che ti conducono a pensare a un cambiamento di qualcosa che non andava, e poi, leggendo meglio, ti portano a scoprire che si tratta di un importante cambio di prospettiva… ci hanno incuriosito. Abbiamo voluto saperne di più, e abbiamo chiesto proprio all’autrice, che è anche nostra amica, di parlarcene … E così, Marzia ci racconta…

Dalla memoria dell’acqua alla magia della creazione che puoi anche tu

Alcuni argomenti ci affascinano particolarmente, anche se a volte generano delle perplessità o incredulità. A noi piace lasciarli semplicemente parlare, questi argomenti, consentendo che ci conducano in un mondo molto più ampio ed eccitante di quello che siamo abituati a frequentare. Non riteniamo che certe cose siano necessariamente “vere”, ma ci piace concederci lo spazio della pura osservazione, sorridendo con stupore, con la libertà di pensiero e di desiderare che si manifesti anche ciò che non sappiamo ancora. È con questa premessa che abbiamo deciso di parlare della memoria dell’acqua e di alcune possibili implicazioni sul nostro benessere.

Quando fai rispettare il tuo confine, stai rispettando te stessa

Qual è la prima immagine che ti viene in mente leggendo il termine “confine”? Ti sei mai sentita sovraccaricata di cose da fare, hai mai avuto la fastidiosa sensazione di dare molto di più di quello che riesci, o di quello che ritieni giusto, provando un certo disagio, magari prendendotela con gli altri che se ne approfittano? Ti farà piacere sapere che, anche quando sembra impossibile, tu puoi fare molto per migliorare le cose.

Il lavoro a maglia come strumento di pace collettiva

Lo sapevi che, anche se non si vedono facilmente in giro, ci sono molte sferruzzatrici che realizzano bellissimi manufatti a maglia in lana o cotone? A differenza di ciò che accadeva da bambini, quando era frequente vedere gomitoli, ferri e sciarpe che si allungavano, oggi questa attività è spesso praticata in un ambiente più intimo e riservato, vuoi per le diverse abitudini rispetto al passato, vuoi per una sorta di pregiudizio verso la “zia che fa la calzetta”… Eppure, tutto questo movimento creativo silenzioso, nascosto, sta per generare qualcosa di enorme, coloratissimo, confortevole e ricco di amore, portatore di una consapevolezza che sta mettendo radici profonde e vitali.